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Acqua:
quando evitare di bere quella del rubinetto
Una famiglia italiana consuma
in media 140 litri d'acqua al giorno, in gran parte utilizzata per
fare il bagno o la lavatrice, ma anche per cucinare e bere. Non
sempre, pero', l'acqua e' limpida e pura come dovrebbe.
Per riconoscere se quella che esce dal rubinetto di casa e' inquinata,
ecco i suggerimenti di Alessandro Di Pietro, autore del ''Dizionario
della nostra casa sana e sicura'' (Lyra Edizioni).
1) Evitare di berla se l'acqua e' di un persistente colore giallo-marrone
sono presenti composti ferrosi, probabilmente a causa del fatto
che le tubature sono molto vecchie o non sono state usate da molto
tempo;
2) Cautela, poi, se si sente odore di uova decomposte: e' in atto
una contaminazione da batteri, oppure un inquinamento da composti
a base di zolfo e c'e' il rischio di dissenteria;
3) Se si vedono particelle chiare in sospensione, si tratta di residui
di calcare. Non e' pericoloso per la salute, ma di sapore sgradevole.
A farne le spese, dice l'esperto, sono soprattutto scaldabagni ed
elettrodomestici;
4) Se l'acqua ha un sapore di cloro, invece, e' appena stata effettuata
una disinfezione. Il cloro non e' tossico, ma ha odore e sapore
sgradevoli. Il consiglio e' di lasciar riposare l'acqua prima di
utilizzarla;
5) Se si notano residui verdastri sulle pentole e' segno che il
rame delle tubature si e' sciolto nell'acqua, in questo caso troppo
dolce (cioe' con poco calcare). Non ci sono pericoli per la salute,
dice l'esperto, ma andrebbero cambiate le tubature;
6) Occhio, invece, se l'acqua depositata nei contenitori dopo qualche
tempo mostra dei residui sabbiosi sul fondo: berla per molto tempo
puo' portare alla formazione di calcoli;
7) In caso di residui simili ad alghe, infine, e' segno che le tubature
non sono state pulite da molto tempo o che non e' stata eseguita
una manutenzione adeguata dell'autoclave.
Articolo su
Mediaset on line del 05/04/2000
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