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Alimentazione per bambini: il divezzamento

Il divezzamento è un periodo molto delicato, da cui dipende in buona parte il futuro alimentare dell'individuo: nascono infatti in questa età molte delle abitudini (buone e cattive) che condizioneranno i gusti e i rifiuti della vita futura.
Il bambino in questo periodo di rapida crescita ha bisogno di molte proteine, con una gamma di aminoaicidi completi e di buona qualità. Infine non va dimenticato che non è una macchina indifferenziata, ma un individuo originale e unico, con i suoi gusti e le sue preferenze: va educato ad una corretta alimentazione, ma anche rispettato nella sua individualità.

Gli omogeneizzati normalmente in commercio sono quasi tutti a base di carne, con il rischio di eccesso di apporto a base animale. Il processo di omogeneizzazione (per rendere digeribile la carne) rende quasi uguale il sapore dei prodotti, con grave danno dell'educazione al gusto genuino dei cibi. Ho il sospetto che il rifiuto moderno per gusti "forti" naturali (aglio, cipolla, ecc.) nasca da questa cattiva alimentazione nella prima infanzia.
Va detto che la carne non è assolutamente necessaria per l'alimentazione infantile (se l'alimentazione vegetariana è equilibrata) ed è controindicata al di sotto del primo anno di età. Tuttavia l'integrazione del latte materno (prima parziale e poi totale) con pappe di cereali e di verdure deve essere fatta con prudenza, per non fare insorgere premature intolleranze alimentari. Agite sempre in sintonia con il vostro pediatra: consultatelo! L'alimento ideale per il bambino è il latte materno.

Fortunatamente oggi vi è un ritorno all'allattamento prolungato al seno: è frequente vedere bambini che succhiano al seno fino a 18-20 mesi. Naturalmente il latte materno va progressivamente integrato con pappe preparate con prodotti biologici.
Lo svezzamento, con l'integrazione progressiva con pappe vegetariane va fatto a partire dal quinto mese. Nelle pappe sono da evitare per tutto il primo anno di età il frumento e il farro, troppo ricchi di glutine: preferite avena, grano saraceno e, con più moderazione, orzo, sempre con attenzione ad eventuali reazioni allergiche o digestive del bambino (come del resto per ogni alimento). Essenziale la presenza di ortaggi facilmente digeribili: carote, zucchine, zucca, fagiolini teneri, ecc.

Preparando le creme evitate di usare troppo presto i cereali integrali. Iniziate con cereali "bianchi", per poi passare ad aggiungere gradualmente un po' di cereali semi integrali, aumentando gradualmente la quantità fino ad usare solo semi-integrali al termine del primo anno d'età.
Sono molto digeribili (sempre tranne intolleranze individuali, come per tutti i cibi) grano saraceno e quinoa: quest'ultima molto ricca di aminoacidi essenziali = praticamente completa. La quinoa, cotta qualche minuto in più (per es. 20 min.) e con tre parti di acqua invece di due diviene un'ottima crema.

L'uso di fiocchi di cereali non è consigliato: sono sostanze morte, prive di alcuni elementi utili per il metabolismo; ma invece utilissimi se preparati freschi in casa con un fioccatore (costa poco e diverte anche i bambini). Con poco più di pazienza e l'aiuto di un frullatore o un omogeneizzatore si ottengono ottimi risultati partendo dai cereali in seme.

E il latte? Quello vaccino è sempre più sotto accusa: favorisce l'insorgere di tumori all'utero e al seno per la presenza del lattosio, ha grassi saturi dannosi, la presenza di acido lattico insidia l'equilibrato assorbimento della mucosa intestinale e, più grave ancora, le sue proteine possono scatenare reazioni autoimuni del diabete I giovanile: se proprio lo volete usare, scegliete quello magro, non UTF. Meno allergenica l'alimentazione con latte di soia, ricco di sali minerali e più facilmente digeribile: ma ricordatevi che il latte di soia ha minor quantità di nutrienti di quello vaccino (sono in commercio bevande a base di soia integrate di calcio e di vitamine). Se lo trovate, preferite il latte di capra.
Anche il tofu può essere utilmente aggiunto (frullandolo) nella pappe, due o tre volte alla settimana.

I legumi possono essere introdotti nell'alimentazione del bambino dopo il primo anno di età (o alla dentizione). Fagioli: preferite i "fagioli dell'occhio", più digeribili (se usate gli altri, privateli delle bucce). Molto digeribili sono i ceci e gli azuki (ma controllate sempre le reazioni individuali). Evitate la soia gialla (molto più digeribile quella verde, specie se lasciata in ammollo per più di 24 ore). Cereali e legumi vanno sempre mescolati, almeno nella giornata, per garantire un apporto completo di aminoacidi essenziali. Dopo il primo anno di età di tanto in tanto aggiungete alle pappe un pezzo di alga koumbu, ammollata precedentemente e cotta fino ad renderla ben morbida: rappresenta un importante apporto alimentare.
Naturalmente vanno usati, alternandoli opportunamente, ortaggi a coltivazione biologica: carote, sedano, ecc. Normalmente i cavoli (broccoli, cappucci, ecc.) rischiano di non essere graditi al palato dei bambini. Un modo opportuno per abituarli al gusto 'forte" di questo ortaggio, così ricco di nutrienti (soprattutto calcio e vit. A e C), è aggiungerlo in piccolissime quantità alle pappe vegetali, aumentando gradualmente la dose. Lo stesso vale per l'aglio e la cipolla. Se preferite, per maggiore sicurezza di un apporto proteinico equilibrato, usare prodotti animali, scegliete il pesce: la trota, il merluzzo, il nasello, ecc. (pesci magri o semigrassi) vanno benissimo a partire dal primo anno di età.


Articolo del 07/03/2000