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Frutta e verdura col bollino
di qualità made in Italy
In arrivo
un "bollino di qualita" per la frutta e la verdura made in Italy,
a garanzia di freschezza e salubrità del prodotto. Questo il progetto,
denominato"Tracciabilità", che partirà a settembre per iniziativa
della Confagricoltura, in collaborazione con la Confcommercio, grazie
al quale il consumatore italiano potrà sapere dove, come e quando
sono stati prodotti frutta e ortaggi che arrivano sulla sua tavola.
Ad illustrare il progetto è stato il presidente di Confagricoltura
Augusto Bocchini, a margine della manifestazione "I capolavori dell'agricoltura
italiana", organizzata ieri sera a Roma, a Palazzo Valle, da Confagricoltura,
Slow food e l'Associazione italiana sommeliers. I primi ad ottenere
il bollino, entro fine anno, saranno gli agrumi italiani, riferisce
Bocchini, ricordando che proprio questi prodotti "vivono un periodo
di grande crisi. Il settore agrumario italiano, che negli anni '60
assicurava la copertura del 60 per cento del mercato europeo - spiega
- nel '99 ha registrato bilanci in passivo per 190 mld e da 3 anni
le importazioni hanno superato le esportazioni. Nel progetto - aggiunge
- sarà coinvolto tutto il mondo agricolo italiano, perché ciascun
segmento della filiera ortofrutticola, dalla produzione alla distribuzione,
certificherà il prodotto in modo molto serio attraverso procedure
e analisi rigorose".
Dagli agrumi si passerà alla frutta per poi arrivare agli altri
ortaggi, ma senza che l'apposizione del bollino "sia obbligatoria
per legge - continua Bocchini - l'iniziativa sarà volontaria e ci
auspichiamo con incentivazioni dal settore pubblico". Fondamentale,
per la Confagricoltura, è anche l'educazione alimentare nelle scuole
italiane "per far conoscere ai ragazzi fin da piccoli la qualità,
la tipicità e salubrità delle produzioni del nostro paese. In questo
modo - aggiunge Bocchini - i consumatori saranno in grado di valutare
e scegliere il cibo nostrano, troppo spesso sacrificato, soprattutto
dai giovani, a quello dei Mac Donalds". Gli agricoltori invitano
dunque gli italiani a rivalutare frutta e verdura delle nostre terre,
ma fanno appello anche all'Europa e alle istituzioni nazionali per
aiutare un settore che, con 24 mln di tonnellate di prodotti ortofrutticoli
e agrumari l'anno per un totale di 19 mld di lire, e con 800mila
aziende produttrici per 70 milioni di giornate lavorative annue,
è al primo posto nell'Unione Europea e al secondo nel mondo. Ma
che "sta perdendo colpi sui mercati nazionali e internazionali a
causa di inadeguate politiche commerciali e di collegamento con
il mondo della distribuzione, uno scarso associazionismo economico
e poco sostegno da parte della Ue".
Articolo del 13 Luglio 2000
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