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Prese a campione quasi seicento ragazze

Occhio alla linea e ai sistemi drastici per perdere peso. Il quoziente di intelligenza delle giovanissime è a rischio per colpa di diete dimagranti e carenza di ferro. A lanciare l'allarme sono i ricercatori del King's College di Londra, dopo aver scoperto che una studentessa delle scuole britanniche su 4 si ritrova con il QI 'danneggiato' da regimi dimagranti e carenza di ferro. "Siamo rimasti molto sorpresi -commenta il dottor Micheal Nelson, autore della ricerca condotta su centinaia di adolescenti londinesi- vedendo che un calo tanto piccolo nei livelli di ferro nel sangue causa una riduzione del QI. La nostra conclusione, dunque, è che la carenza di ferro sia una condizione comune fra le adolescenti britanniche -continua il medico- e che i regimi dimagranti, insieme alla presenza di ferro, giochino un ruolo importante nel determinare il QI, indipendentemente da altri fattori come mestruazioni e classe sociale".

Per fare il pieno di ferro basterebbe portare in tavola, oltre ai 'classici' spinaci, cibi esotici come l'alga kelp, ma anche lievito di birra, melassa, crusca di frumento, semi di zucca o germe di grano. Gli studiosi hanno seguito un esercito di 595 fanciulle tra gli 11 e i 18 anni, allieve di tre scuole di Londra. Le ragazze hanno fornito campioni di sangue, esaminati dai ricercatori, e sono state sottoposte a test d'intelligenza. In questo modo i medici hanno individuato "differenze altamente significative nel QI fra le ragazze anemiche con carenza di ferro nel sangue, le ragazze con 'semplice' carenza di ferro e quelle con livelli del minerale nella norma'". Se lo studio si è focalizzato sulle giovani donne "esistono però delle evidenze che anche le persone con più di 65 anni che soffrono di carenza di ferro abbiano deficit cognitivi -dice Nelson a Reuters Health- una situazione che in questo caso è collegata anche con carenze di acido folico, zinco e vitamine". Lo studio, anticipato in occasione del congresso estivo della Nutrition Society's, sarà pubblicato a primavera sul 'The Nutrition Society 2001'. (Adnkronos Salute)