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Se mangi i funghi che hai raccolto
segui le regole antiavvelenamento
Ogni anno, in questa stagione,
si registrano in Italia ben 200 decessi per avvelenamento da funghi.
Ricordando ai numerosissimi consumatori raccoglitori che la capacità
di riconoscere i funghi buoni da quelli velenosi e letali non è
una cosa che si impara "da sé", l'Unione nazionale del personale
ispettivo d'Italia, che raggruppa anche i micologi delle Asl, ha
diramato un decalogo destinato a chi ama cercare porcini e ovuli.
Oltre a ricordare che in Italia, esistono 1.088 ispettori micologi
Usl, presso i quali è possibile far esaminare gratuitamente il raccolto,
l'Unpisi consigia:
1) non raccogliere funghi in aree sospette di inquinamento, come
discariche, arterie stradali e via discorrendo;
2) non fidarsi assolutamente di verifiche fatte da presunti "esperti";
3) fare attenzione soprattutto alle amanite, ovvero i falsi prataioli,
che sono letali;
4) mangiare sempre i funghi ben cotti, sia perché crudi sono scarsamente
digeribili, sia perché alcuni contengono tossine termolabili, che
si diradano con la cottura;
5) non credere assolutamente a sistemi empirici per distinguere
un fungo mangereccio da uno velenoso;
6) non credere che l'essiccazione neutralizzi le tossine dei funghi
velenosi.
Quando invece i funghi si comprano, il consiglio dell'Unione nazionale
consumatori è di accertarsi che le cassette o gli involucri abbiano
l'attestato di avvenuto controllo da parte degli ispettori Asl.
In mancanza di questo, non bisognerebbe acquistarli e, anzi, segnalare
la mancanza all'Azienda sanitaria di zona.
Articolo
del 12 ottobre 2000 Repubblica Supplemento salute
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