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I succhi di frutta
Approfondiamo la composizione e leggiamo le etichette
Prima regola a difesa del consumatore, è
quella di leggere attentamente l'etichetta, su cui è obbligatorio
indicare la composizione della bevanda. In tal modo è possibile
capire se si tratta di un succo costituito esclusivamente da frutta,
oppure di una bevanda con piccole percentuali di frutta, o di una
bevanda alla soda che non ne contiene affatto. Con il nome di succo
di frutta, secondo la legge italiana, si indica il prodotto ottenuto
dai frutti con procedimento meccanico, che ha colore, aroma e gusto
caratteristici dei frutti di provenienza. Quindi, i succhi di frutta
hanno caratteristiche che richiamano quelle dei frutti di partenza
e sono più che un semplice rimedio contro la sete: il succo
d'arancia contiene vitamina C; quelli di albicocca e pesca contengono
discrete quantità di caroteni (sostanze che l'organismo provvede
a trasformare in vitamina A). Tutti i succhi di frutta presentano,
inoltre, un buon contenuto in sali minerali. I succhi di frutta,
dopo la spremitura, possono essere sottoposti a filtrazione: ecco
perché in commercio si possono trovare succhi torbidi come
quello di mele o di arancia, in quanto ottenuti per sola spremitura,
oppure limpidi, come quelli sottoposti a filtrazione. Tutti i succhi
di frutta in commercio, confezionati in bottiglie, in cartoni plastificati
o in lattine, vengono sottoposti al processo di pastorizzazione,
diretto alla distruzione dei batteri e soprattutto dei lieviti per
impedirne la fermentazione. Questo trattamento, indispensabile per
la loro conservazione, provoca una lieve riduzione del loro valore
nutrizionale, soprattutto per quanto riguarda il contenuto vitaminico.
E, considerato che i processi di confezionamento e conservazione
dei succhi di frutta possono ridurne il valore nutrizionale ed i
caratteri organolettici, il modo migliore per assicurarsi che una
bevanda abbia il massimo gusto, freschezza e valore nutritivo, è
quello di prepararsela da sé ogni volta che sia possibile.
Per esempio, le arance, quando sono disponibili sul mercato, si
prestano molto bene alla preparazione semplice e rapida di una bevanda
più gustosa, più nutriente ed economica di una confezionata.
La legge italiana definisce anche le caratteristiche di altri prodotti
a base di frutta, cioè i succhi di frutta concentrati, quelli
disidratati e i nettari. I succhi di frutta concentrati Sono il
prodotto ottenuto dal succo di frutta mediante l'eliminazione fisica
di una parte dell'acqua di costituzione. La concentrazione deve
essere di almeno il 50%.I succhi di frutta disidratati Sono il prodotto
in polvere ottenuto dal succo di frutta mediante il procedimento
di disidratazione. I nettari Sono bevande costituite per il 30-50%
(a seconda del frutto) da succo o polpa di frutta, addizionati con
zucchero e acido ascorbico e diluiti con acqua minerale. Rispetto
ai succhi, hanno un maggiore contenuto in zucchero e di conseguenza
in energia, ma un minore contenuto in vitamine e minerali.
Dalla rubrica 'dietetica' di supereva curata
da Roberto Rebustello
http://guide.supereva.it/salute_e_benessere/dietetica/interventi/2001/02/29851.shtml
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