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Proteine, la verità su quelle
dei cereali
Proteine? Un buon gruzzolo arriva perfino
da pane, pasta, riso, polenta o cornflakes. E guai se così non fosse:
è anche grazie alla discreta quota di aminoacidi contenuti nei cereali,
infatti, che la dietologia odierna può suggerire di moderare il
consumo di alimenti di provenienza animale, il cui sovraccarico
è parente stretto dell'esagerata assunzione di grassi saturi, così
deleteria per la salute. Non a caso i cereali sono sempre l'ingrediente
principale dei "piatti unici", i soli che, per la loro capacità
saziante abbinata alla completezza nutrizionale, sono in grado di
sostituirsi all'intero pasto. Per finire, pasta, riso e parenti
stretti sono l'impedimento naturale alla "dissociazione", falso
dogma nutrizionale per antonomasia: per fortuna, carboidrati e proteine
si mescolano naturalmente in questi cibi, e per riuscire a separarli
davvero bisognerebbe mangiare, tutti i giorni, solo zucchero o miele
o marmellata a pranzo, e solo albume d'uovo a cena, o viceversa.
Ma da qui a considerare le proteine di fonte cereale sufficienti
la distanza è abissale. La tabella a lato dà la misura del problema:
considerata la razione media giornaliera per uomini e donne adulti
e sedentari (2000 calorie), la somma ottimale delle porzioni degli
alimenti a base di cereali garantisce un apporto proteico medio
pari a un terzo di quello auspicabile, con oscillazioni comprese
tra un quarto e metà. Senza contare che gli aminoacidi contenuti
nelle proteine dei cereali sono di qualità più bassa rispetto ai
"concorrenti" di provenienza animale: vi si trovano in misura inferiore
alcuni di quelli "essenziali", che l'organismo ricava esclusivamente
dal cibo. Il problema si risolve, in parte, combinando pane, pasta,
riso o polenta con le varie qualità di legumi, in modo tale da integrare
gli aminoacidi degli uni con quelli degli altri. Ma, anche così
facendo, a parità di peso, le proteine vegetali continueranno a
valere un 2030 per cento in meno: dunque, le dosi, soprattutto quelle
dei legumi, giacché con i carboidrati dei cereali non si deve esagerare.
In tempi in cui "mucca pazza" provoca un crescente disamoramento
dagli alimenti di origine animale, tutto questo va tenuto ben presente.
Articolo del 22 febbraio 2001 Repubblica
Supplemento salute a cura di Arturo Cocchi
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