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Dieta mediterranea questa sconosciuta
Una storia curiosa e affascinante che pose la base
a tutta la dietologia moderna
Tutto comincia con la vacanza in Italia di
un professore del Minnesota (Stati Uniti) che, da attento osservatore,
rimase stupito della longevità dei cittadini poveri delle sperdute
cittadine dell'Italia Meridionale (Calabria, Marche e Campania),
si accorse che non solo vivevano più a lungo e meglio degli Americani
ma addirittura dei parenti emigrati negli Stati Uniti. Gli esami
ematici davano risultati di bassissimi tassi di colesterolo e, cosa
più interessante, una bassissima percentuale di malattie cardiache
(che tutt'oggi sono la prima causa di morte nei paesi sviluppati).
L'interesse della comunità scientifica fu enorme e si stanziarono
immediatamente migliaia di miliardi per uno studio comparativo dei
regimi alimentari chiamato "Seven Countries Study", furono presi
12.000 casi divisi in 14 campioni d'età compresa tra i 40 e i 59
anni in sette paesi di 3 continenti (Italia, Finlandia, Olanda,
Giappone, Grecia, Stati Uniti e Jugoslavia). Lo sforzo fu enorme
e la ricerca durò 20 anni, ma i risultati confermarono la centralità
della dieta sulla salute umana. Le popolazioni povere del sud Italia
e in parte della Grecia avevano una dieta comune, ovvero: pasta
e pane (fatti in casa), pesce, vegetali e frutta e condivano quasi
esclusivamente con olio d'oliva. La mortalità per cardiopatia ischemica
era molto più bassa rispetto a paesi come Olanda e Finlandia, dove
la dieta è ricca di grassi saturi (burro, strutto e carne rossa).
Da questo enorme e prestigioso studio nasce la ripartizione alimentare
secondo la famosa "piramide alimentare" che ci porta a consigliare
una ripartizione calorica a base di carboidrati, ovvero: carboidrati
60% (cereali, pasta, pane...), Grassi 25% (olio d'oliva, burro,
strutto...), Proteine 15% (carni, pesci, legumi). Poco è cambiato
dal modello alimentare mediterraneo e molte sono state invece le
conferme della validità dello studio. La vita media è aumentata
ma, pur restando la malattia cardiocircolatoria la prima causa di
morte, ora si stanno facendo avanti le malattie cronico degenerative
tra cui i tumori (1/3 di tutti i tumori sono provocati dall'alimentazione).
Siamo afflitti dalle malattie del benessere e mentre in Africa si
muore di fame e nel contempo certi tipi di tumore sono sconosciuti,
nei paesi sviluppati aumentano (raddoppiando dal dopoguerra) malattie
quali diabete tumori e obesità. Gli studi più recenti, individuano
più precisamente la composizione di una dieta ideale e i L.A.R.N.
danno precise indicazioni quantitative e qualitative per la popolazione
italiana. Per i non addetti ai lavori, i L.A.R.N. (Livelli d'Assunzione
Raccomandata di Nutrienti) sono stati tradotti in semplici "Linee
Guida" per la popolazione, che riassumono sinteticamente cosa e
quanto mangiare per rimanere in salute. Le vecchie tradizioni culinarie
ritornano prepotentemente come ideali ovvero i "piatti unici", tipo
pasta e fagioli, pasta e ceci, riso e lenticchie (o piselli) tutti
conditi con olio d'oliva. Insomma la salute premia chi riduce nella
dieta fortemente gli zuccheri semplici (bevande zuccherate, zucchero
e dolciumi), riducendo o eliminando i grassi saturi (burro, margarine,
carne grassa, formaggi, prodotti da forno), aumentando verdura e
frutta, aumentando il consumo di pesce e riducendo il consumo di
sale (vedi l'intervento che ho fatto sul D.A.S.H.). Importantissima
è poi l'attività fisica (che al tempo dello studio tra i contadini
non mancava), nelle "Linee Guida" ne viene rilevata l'importanza.
Dalla rubrica 'dietetica' di supereva curata
da Lorenzo Rebustello
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