|
Solo il ferro delle carni è di
"serie A"
La capacità di assorbimento del ferro varia a seconda della forma
chimica in cui esso ci è dato. Ma anche il "contesto" ha un suo
ruolo: se il metallo si trova in alimenti ricchi di fitati (cereali
integrali, verdura), questi ne frenano la capacità di rimanere nell'organismo,
come fanno i tannini (tè) e il calcio. Al contrario, la vitamina
C migliora la biodisponibilità del ferro alimentare. Si pensi che
aggiungere solo 1 grammo di origano alla pizza riduce enormemente
la possibilità che il ferro in essa contenuto non si perda. Dunque,
i 10-18 mg/dì, raccomandati rispettivamente all'uomo e alla donna,
sono stati misurati sul metro di una dieta che comprenda sia i cibi
con ferro ad alta biodisponibilità (dalle carni ne assorbiamo il
25 per cento) che quelli in cui il minerale è presente in forme
a noi più ostiche, come le verdure (ne tratteniamo solo il 5 per
cento). In altre parole, le raccomandazioni nutrizionali sono tarate
sulla biodisponibilità media del ferro alimentare, stimata al 10/15
per cento. A chi assumesse il minerale solo dalla carne, ne basterebbero
59 mg, pari a 23 bistecche al dì; ai vegetariani stretti, ne servono
invece più di 40 mg (in 4 Kg di carciofi).
a cura di arturo
cocchi
|