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Mucca pazza, nuove regole

Sono da poco in vigore nell'Unione Europea, i nuovi regolamenti anti "muccapazza". Allevatori, macellatori, importatori (e consumatori) le categorie interessate.
ANALISI:
rimane l'obbligo dei test dopo la morte per i bovini con più di 30 mesi; 24 mesi per quelli ritenuti a rischio (es.: se provengono da una mandria dove s'è registrato un caso di Bse). Non è esclusa, per il futuro, l'introduzione di esami su animali vivi.
MANGIMI:
riconfermato il divieto totale di usare farine animali (scaduto a giugno). In futuro potranno essere usati resti di maiali e polli nei mangimi, però mai per alimentare la stessa specie e solo quando è garantito il controllo dell'intera filiera.
SMALTIMENTO:
la distruzione delle carcasse a rischio dovrà avvenire secondo un regolamento sicuro e rigidissimo. Al riguardo, un recente rapporto comunitario aveva messo l'Italia tra i cattivi. Per quanto riguarda gli abbattimenti, se finora la scoperta di un solo capo comportava l'eliminazione dell'intero allevamento, oggi sarà lasciata facoltà ad ogni singolo stato di decidere diversamente (ad esempio, abbattere solo i discendenti diretti dell'animale).
FIORENTINA:
la rimozione della colonna vertebrale potrà essere revocata dimostrando che una particolare razza (es.: Chianina o Marchigiana) non è mai stata esposta a Bse. Ciò potrebbe riammettere in consumo della "Fiorentina", in tempi brevi.
IMPORTAZIONI:
dal 10 ottobre le importazioni di carni da paesi terzi dovranno essere accompagnati da adeguata certificazione sanitaria; gli animali vivi dovranno provenire solo da paesi in cui sono state bandite le farine animali.
Al riguardo, gli stati completamente esenti dal rischio Bse, al momento, sarebbero oggi appena 13: Australia, Argentina, Botswana, Brasile, Cile, Costarica, Namibia, Nuova Zelanda, Nicaragua, Paraguay, Uruguay, Singapore e Swaziland.

Da repubblica salute