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Funghi,
tartufi, castagne e molte insalate
Con ottobre si inaugura l'ultimo trimestre dell'anno, forse il più
freddo e "impegnativo" ma pur sempre denso di sorprese
e regali. Pensiamo alla dolce e rinfrescante uva che sembra possedere
ancora tutto il sapore della stagione uscente. Varietà tardive
come "pizzutello bianco", "pergolese di Tivoli"
e "perlona" saranno disponibili sui banchi del mercato
ancora per buona parte del mese.
Non saranno lesti ad abbandonarci neanche fagioli, fagiolini, peperoni,
pomodori, bietole, sedano, sedanorapa e zucchine. Per gli impazienti,
o semplicemente per chi è stufo dei soliti sapori, il decimo
mese dell'anno non è certo avaro di novità. Cavolfiori,
verze, cavolini di Bruxelles in primo luogo, ma anche radicchi (di
Chioggia, di Treviso, da taglio, pan di zucchero), lattughe (romana,
cappuccio, da taglio), finocchi, scarola, valerianella, rucola,
ravanelli e spinaci. Disponibili, per curiosi e appassionati, i
rizomi dell'igname e le prime radici di scorzanera. Non mancheranno,
magari in vista di "scherzetto o dolcetto", le saporitissime
zucche.
Ottobre ci offre inoltre la possibilità di apprezzare al
meglio i prodotti del bosco. Lasciamoci dunque tentare sia da funghi
prelibati come porcini e ovuli sia da quelli un po' meno "nobili"
ma buonissimi come mazze di tamburo, lattari, finferli, chiodini,
agarici, russole, vesce e così via. A proposito di nobiltà,
una citazione d'obbligo meritano i tartufi. L'eccellente "bianco
di Alba" ad esempio, oppure il "nero di Bagnoli".
In chiusura le castagne. Sempre dal fruttivendolo, riflettori puntati
su mele "delicius" e "Jonathan" e su pere "Kaiser".
Intorno alla seconda metà del mese fanno capolino, oltre
a qualche agrume, anche i primi cachi, che dovranno comunque essere
lasciati maturare, mentre a fine mese si potrà cominciare
a sgranare qualche chicco di melograno.
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