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Come
difendersi dal freddo con l'alimentazione
La difesa contro il freddo si organizza anche a tavola. L'abbassamento
della temperatura, però, non può e non deve essere
la scusa per incrementare a dismisura la razione giornaliera. "Dipende
da quanto tempo si trascorre effettivamente all'aperto" spiega
Oliviero Sculati, direttore dell'Unità di nutrizione dell'Asl
di Brescia. "Se si tratta soltanto di coprire il solito tragitto
casa-auto-ufficio, non occorrerà alcuna modifica. Diciamo
che in media, è ammissibile un incremento della razione giornaliera
di 100/200 calorie, che possono essere molte di più per chi,
normalmente sedentario, trascorra parecchie ore all'aperto, impegnato
in attività come lo sci o l'escursionismo".
In generale, è tollerato un modesto incremento delle quote
di grassi e zuccheri: al mattino, ad esempio, un po' di pane, burro
e miele in più o qualche pezzetto di frutta secca (anche
oleosa). Ma la modifica sostanziale riguarda l'aumento della temperatura
media degli alimenti scelti: al mattino, meglio il latte caldo piuttosto
che lo yogurt. "Nei pasti principali" continua l'esperto
"pasta e bistecca potranno essere rimpiazzate da brodi, minestre
e piatti in umido, che si mantengono caldi più a lungo e
sono anche più facili da riscaldare". Allora, via libera
a spezzatini e polpette in umido, ma anche a seppie e piselli, moscardini
e cannellini, anguilla o grongo in umido. Potranno essere preceduti
da brodi o minestrine o minestre di verdura dense, o ancora da zuppe
di legumi. Senza trascurare la polenta, cui si possono abbinare
diversi alimenti di origine animale, in umido: il piatto unico invernale.
Qualche consiglio sul fronte delle bevande vere e proprie. L'effetto
riscaldante di una modesta porzione di alcol (un bicchiere di vino
o di grappa) è reale solo se si continua a stare al chiuso.
Chi invece affronta il freddo subito dopo il "bicchierino",
subisce l'effetto vasodilatatore proprio degli alcolici che fa aumentare
la velocità di dispersione termica. In altre parole, sente
più freddo. Altro mito da sfatare: in montagna, nonostante
il gelo, bisogna bere acqua, perché l'aria più asciutta
fa disperdere più liquidi. "Magari", conclude l'esperto,
"la si può introdurre sotto forma di tè caldo,
custodito in una borraccia termica".
Articolo del 20 dicembre 2001 da Repubblica
supplemento salute
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