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La dieta sui banchi

Dalle spiagge ai banchi, dalla discoteca al video. Settembre è il mese cruciale, tra i 6 e i 18 anni, anche a tavola. Un passaggio a rischio, per il numero e l'importanza delle abitudini che cambiano in peggio: e se è vero che sovrappeso e obesità sono in crescita anche nelle classi di età più bassa, è proprio nelle stagioni fredde che il bilancio metabolico rischia di sfuggire di mano. Non è solo un problema di troppi snack o cheeseburger, né di adeguatezza del profilo culinario, igienico e/o nutrizionale della mensa scolastica.
Come tra gli adulti, è il decrescente dispendio calorico a fare i maggiori danni: in classe, si va accompagnati in auto o con il motorino; al pomeriggio, l'alternativa unica ai compiti è il video. Il ritorno ai ritmi di vita usuali fa il resto, sottraendo alla famiglia tempo per stare insieme, e attuare stili alimentari e di vita sani. "La prima a saltare è la colazione" spiega Roberto Bellù, pediatra nutrizionista all'ospedale di Lecco. "In estate, è più facile trovare la mezzora necessaria a preparare e a gustare un breakfast a base di frutta, cereali e latticini". Assumere calorie quando più servono, cioè quando al mattino, a 10 ore dall'ultimo pasto, lo sbilancio energetico è forte come la richiesta dell'organismo, è il segreto per prevenire quella fame fuori orario, che di solito viene colmata con alimenti più grassi e calorici, e allo stesso tempo meno sazianti, di quelli che si sarebbero scelti all'alba. L'abitudine di consumare un vero pasto al mattino è infatti uno dei cardini nella lotta a sovrappeso e obesità. "Per i giovani, inoltre" prosegue Bellù, "rinunciare alla porzione di latte o yogurt, base di un sano breakfast, significa privarsi di un'ottima fonte di calcio, minerale importante soprattutto durante la crescita: un ammanco che si tende a non recuperare durante il giorno".
Altro aspetto: non perdere e consolidare le buone abitudini motorie acquisite in estate. "A settembre, il carico di compiti non è ancora pesante; il clima, poi, si mantiene favorevole all'attività all'esterno", dice Michelangelo Giampietro, docente di Scienze motorie a Tor Vergata, Roma. "Così, nei parchi delle città rimangono in funzione le palestre all'aperto, dove è possibile praticare attività tradizionali o alla moda, come l'arrampicata su pareti artificiali. Senza contare gli acquagym, le piscine, la possibilità di praticare sport acquatici o "di mare" più consoni del nuoto al "fresco" del periodo, come la canoa o la camminata e la corsa sulla sabbia: tutte scelte migliori del bar…". "Più avanti" prosegue il medico, "si provi a giocare sull'onda lunga del dinamismo scoperto d'estate: abituarsi ad andare a scuola in bicicletta, o magari fare qualche fermata d'autobus a piedi. O frequentare la discoteca, o le feste, ma (anche) per ballare".
La realtà, che tra orari scolastici dilatati, compiti e svaghi da tavolo porta gli adolescenti a trascorrere fino a 1012 ore al giorno seduti, è però dura da combattere: e qualche dietologo invita i genitori a far studiare meno i figli… "Anche perché," spiega Oliviero Sculati, direttore dell'Unità di nutrizione all'Asl di Brescia, "i ragazzi non sanno più "giocare": i genitori potrebbero riunire gruppi di 34, 8 famiglie, e insegnare, magari nel campo parrocchiale del quartiere, i giochi tradizionali, non competitivi, che hanno praticato da piccoli. Lo sport agonistico finisce per creare nei ragazzi ansia, accentuata dalle aspettative che i genitori ripongono nelle loro prestazioni: un altro ambito in cui eccellere a ogni costo, come a scuola. In queste attività, al contrario, si stimola la fantasia e la capacità di stare insieme premia più del risultato".

di Arturo Cocchi, dal supplemento salute di www.repubblica.it