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L'azienda agricola è un'aula dove si impara a mangiar bene

Mense sicure con i proventi dell'agricoltura mediterranea grazie anche all'apertura di corsie preferenziali per prodotti tipici, biologici e a denominazione di origine: carne, olio extravergine di oliva, frutta e verdura di stagione. Lo auspicano Coldiretti e il suo presidente Paolo Bedoni alla ripresa del nuovo anno scolastico per assicurare qualità all'offerta alimentare delle mense e riconoscere il valore nutritivo e culturale del patrimonio alimentare italiano.
Un'opportunità resa possibile dalla stessa legislazione nazionale: la legge 488/99 prevede infatti che le mense scolastiche e ospedaliere, debbano attribuire valore preminente alla qualità dei prodotti agricoli serviti nelle diete giornaliere, con particolare riferimento all'utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali, nonché di quelli a denominazione protetta. "Una norma", spiega Bodoni, "che, se diffusamente applicata, può rappresentare un aiuto concreto alla conoscenza del patrimonio agroalimentare nazionale e contribuire a rendere più gradevole la pausa mensa nelle scuole".
Secondo una recente ricerca della Coldiretti, infatti, il 60 per cento dei giovani scolari dedica al pranzo meno di 30 minuti, un bambino su cinque lo consuma in mensa o al bar e il 40 per cento dichiara di annoiarsi quando mangia fuori casa. L'indagine denominata "Dimmi come mangi e ti dirò come cresci" è stata promossa dalla Coldiretti e dal Cifem, il coordinamento femminile dell'Organizzazione e rientra nel progetto "Educazione alla campagna amica", nato per sensibilizzare e informare i bambini di oggi, consumatori di domani, sui valori del benessere e della qualità del vivere legati a una sana alimentazione, e per far conoscere loro da vicino il mondo dell'agricoltura. Un progetto che vedrà quest'anno la partecipazione delle scuole di oltre 50 province italiane, e che coinvolgerà più di 30 mila ragazzi, migliaia di insegnanti, ricercatori universitari e le stesse aziende agricole che, all'occorrenza, diventeranno "aule scolastiche" dove svolgere il tirocinio della teoria studiata in classe. Inoltre verranno attivati percorsi di orientamento all'agricoltura ed all'imprenditoria agricola per ragazzi delle scuole medie con interventi in classe e con visite presso aziende agricole ed Istituti agrari.
"L'obiettivo di questo progetto", continua Bedoni, "è quello di stabilire un'alleanza con il mondo della scuola per qualificare i consumi alimentari ed istruire ad un consumo consapevole, il che significa educare alla lettura delle etichette, spiegare e far capire da dove vengono i prodotti… Il patrimonio alimentare italiano deve acquisire uno spazio nei percorsi formativi delle giovani generazioni perché è in questo modo si gettano le basi per un investimento futuro. Gli scolari di oggi saranno infatti i consumatori di domani e noi sappiamo meglio di chiunque altro che solo chi ben semina ben raccoglie". Il progetto è articolato in una serie di iniziative che vanno dalla distribuzione di un questionario per conoscere quale sia l'alimentazione nelle mense scolastiche, ai corsi di educazione al gusto, ai corsi di formazione per gli operatori di Educazione alla campagna amica, che agiscono sul territorio.

dal supplemento salute di www.repubblica.it