Forse coloro che
sbarcarono in America spinti dalla sete dell'oro ignoravano che
Montezuma II, re degli Aztechi, considerava il xocolatl prezioso
come l'oro tanto che veniva utilizzata come moneta di scambio;
il xocolatl (vocabolo divenuto di uso internazionale al quale
venne dato il significato di "cibo degli dei") era una bevanda
amara e nutriente, che eliminava la fatica e stimolava le forze
fisiche e psichiche. Non fu Cristoforo Colombo a portare in Europa
il seme di cacao, anzi, sembra che, non conoscendone il valore,
lo gettò in mare; fu invece un altro conquistatore, Hernan Cortez
che tornando dal Nuovo Mondo carico d'oro e di bottino, portò
in Europa anche il prezioso seme. Il "cibo degli dei" ebbe subito
un enorme successo sulle tavole dei re e delle corti europee.
Nel 1606, in Italia, il cioccolato è già in produzione e Venezia
e Firenze sono i centri in cui i cioccolatieri hanno maggior fortuna.
Nascono nel Settecento i primi cioccolatini, ma solo all'inizio
dell'Ottocento si può dire nata l'industria cioccolatiera. Il
1802 viene realizzato il primo vero cioccolato solido, a disputarsi
l'invenzione sono lo svizzero Cailler ed il genovese, trapiantato
a Torino, Bozzelli.