Le patatine, immancabili compagne
di merende, spuntini, aperitivi e snack, sono solo uno dei geniali
prodotti ricavati dalle patate. Il segreto del successo di questi
sfiziosi stuzzichini, probabilmente, sta nell'aver reso così speciale
e gustoso un alimento che nasce come cibo per i poveri. Introdotto
in Europa dagli Spagnoli, in particolare da Pizarro, nel 1524,
venne poi portata in Italia, pare, da alcuni monaci, ma per parecchio
tempo la patata, venne considerata solo come pianta ornamentale.
Sulle potenzialità commestibili di questa strana radice, ci fu
un diffuso scetticismo per alcuni secoli; a dar loro dignità gastronomica
ci pensò, non più di due secoli fa, Auguste Antoine Parmentier,
un agronomo francese intraprendente ed ostinato. Prigioniero di
guerra nelle durissime carceri prussiane, si era salvato dalla
fame grazie alle patate che sottraeva ogni giorno dal cibo destinato
agli animali. Una volta tornato in patria, Parmentier dovette
combattere duramente contro i pregiudizi legati a questo tubero,
considerato buono solo per i poveri e per i maiali, ma la sua
insistenza nel dimostrarne la bontà, alla lunga fu premiata. Ci
vollero carestie e guerre interminabili perché le patate diventassero
uno degli alimenti principali dell'intera Europa.