Si potrebbe cominciare
a raccontare la storia della pizza partendo dall'età preistorica,
quando l'uomo scoprì il fuoco ed il grano ed imparò a servirsene,
ma faremo un salto in avanti di qualche millennio. Nel corso del
tempo, infatti, le scoperte e le invenzioni riguardanti l'impasto
ottenuto dall'acqua e dal risultato dello sfregamento dei chicchi
di grano arrostiti, che davano origine ad una sorta di farina,
si sono evolute fino a diventare quello che sembra il più vicino
antenato della pizza, e cioè la picea. In origine si trattava
di un disco di pasta ricoperto di vari ingredienti: i più comuni
erano, oltre all'olio e sale, aglio, origano, formaggio grattugiato,
basilico o altro.
Fu solo con l'introduzione del pomodoro nell'alimentazione quotidiana,
fino ad allora ritenuto velenoso e, quindi, non commestibile,
e soprattutto con l'invenzione, in Campania, dell'utilizzo del
pomodoro in scatola, che nacque la vera pizza.
Già verso l'inizio del settecento cominciarono a diffondersi le
prime pizzerie, inizialmente sotto forma di bancarelle all'aperto
nei vari vicoli della città che presto si trasformarono in locali
in cui fermarsi a mangiare e conversare. Siamo nel 1800 e la pizza
è già conosciuta in tutta Italia, non ci volle molto per farle
fare il giro del mondo.