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Preistoria
Il pasto tipo degli uomini primitivi probabilmente
vi sembrerà poco attraente. Ma se siete i tipi che non mangiano volentieri
minestrone, cavolo o spinaci, forse li rimpiangereste, nel caso in cui
una famiglia di primitivi vi invitasse a pranzo. Molto probabilmente vi
farebbero assaporare termiti, cavallette, formiche o piccoli topini di
campagna. Se improvvisamente decideste di diventare vegetariani pur di
non mangiare queste cose, potreste sempre gustare qualche uovo di uccello,
tuberi o radici.
Neolitico
Nel neolitico le vostre abitudini alimentari sarebbero
diverse. I vostri nonni, zii e genitori hanno appena scoperto l'agricoltura
e l'allevamento, così avrete da mangiare i cereali e le carni degli animali
allevati nella vostra tribù. Dimenticavo di dirvi che è stato scoperto
il fuoco, quindi a pranzo ora mangerete i cibi cotti.
Età dei metalli
Ancora più avanti nel tempo, nelle età dei metalli,
sulla vostra tavola si aggiungono ai cereali la frutta e i prodotti dell'orto,
ma non pensate di poter mangiare una bella insalata di pomodori, è ancora
troppo presto!
4000 a.C.
Egiziani
All'epoca degli antichi egiziani, cioè da almeno
4000 anni prima della nascita di Cristo, avreste mangiato molto pane.
Fatto con farina di frumento o, più spesso, di orzo, questo era infatti
alla base dell'alimentazione degli antichi egizi. Non avreste mangiato
molta carne perché gli egiziani non la usavano, o quasi; così insieme
al pane avreste mangiato del pesce sotto sale, affumicato o seccato al
sole, formaggio, legumi e frutta. Questa avreste potuto mangiarla cruda,
proprio come fate ora, oppure la mamma avrebbe preparato una focaccia
dolce con frutta e miele. Da bere c'era già il vino e la birra, però era
un po' diversa da quella che conosciamo oggi: non aveva bollicine.
Babilonesi
Più o meno nello stesso periodo, però in Mesopotamia,
avreste mangiato del cibo lesso. I babilonesi bollivano tutto, quindi
probabilmente la mamma vi avrebbe preparato un buon lesso di carne preparato
con cipolla, porri, aglio, sangue, formaggio fresco e magari anche samidu
e shuhutinnu: che cosa sono? Niente paura, si tratta di piante aromatiche.
Come condimento avreste usato olio di sesamo o di oliva, e come dolcificante
il miele o la frutta, che avreste mangiato anche cruda, proprio come probabilmente
fate ogni giorno anche ora che non siete in Mesopotamia. Ci sarebbe stata
una grande differenza tra la vostra vita attuale e quella di allora: il
vostro zainetto per la scuola sarebbe pesantissimo, i libri e i quaderni,
infatti, sarebbero di argilla. Proprio dalle tavolette di argilla, scritte
in caratteri cuneiformi, abbiamo potuto conoscere le abitudini e la cultura
della grande civiltà babilonese.
1000 a.C.
Ebrei
Se un migliaio di anni prima di Cristo vi foste
trovati in Palestina vi sareste seduti a tavola con gli antichi ebrei.
Anche per questo popolo il pane era alla base dell'alimentazione, e oltre
al pane lievitato veniva preparato anche un pane senza lievito, detto
pane azimo. Avreste mangiato carne di montone, di vitello o di bue; quella
di maiale no, perché era proibita. Queste pietanze venivano lessate o
arrostite, ma si trattava di cibi non comuni e riservati ai giorni di
festa. Quindi non avreste trovato molto spesso la carne in tavola, in
compenso avreste mangiato legumi, frutta e formaggio. Da bere anche qui
c'era il vino, e insieme a questo bevande ricavate dalla fermentazione
dell'orzo, del miele e delle mele.
Greci
Nall'antica Grecia, all'ora dell'ariston, il pranzo,
il pasto sarebbe stato veloce: olive, pesce fritto o formaggio e pane
di orzo. A proposito, sapevate che in panificio avreste trovato tantissimi
tipi diversi di pane? Se ne conoscono addirittura 72, tra cui il daraton,
che era un pane senza lievito; il phaios, un pane scuro; il semidelites,
fatto con fior di grano; il caibanites, un pane composto da varie farine.
E poi pani con olive, uva passa e fichi secchi. Anche qui non avreste
mangiato molta carne, i greci la consideravano un cibo di lusso e compariva
solo sulle tavole dei ricchi; la preferita era la carne di maiale, anche
perché il pollame fece la sua apparizione solo nell'età classica. Se la
vostra famiglia fosse stata non proprio ricca avreste mangiato principalmente
pane e legumi, oppure pesci sotto sale o affumicati, e forse la mamma
vi avrebbe preparato il garon, una specie di salsina a base di pesce e
erbe aromatiche. Se foste stati molto poveri vi sareste dovuti accontentare
di pane e frutta. Ciliegie, uva e fragole erano molto comuni, mentre le
pesche, di origine persiana, furono portate in Grecia dopo il IV secolo
avanti Cristo. Da bere, anche qui, c'era il vino, che si consumava anche
nei thermopolia, i bar dell'epoca. C'era anche un'altra bevanda, però
non sappiamo se vi sembrerà buona: si chiamava kikeon ed era a base di
farina d'orzo, semi di coriandolo e lino, vino, formaggio grattugiato
e foglioline di menta.
Fenici
Se foste andati a pranzo con un fenicio, in tavola
avreste trovato una buona zuppa di farro o legumi come lenticchie, fave
o ceci. Insieme al pane, fatto con farina di orzo, avreste mangiato cipolle,
radici, cetrioli o lattuga. In una famiglia ricca avreste potuto gustare
anche dell'ottima selvaggina; in una povera, invece, avreste mangiato
del buon pesce. I fenici usavano conservare le pietanze facendole essiccare
o mettendole sotto sale, quindi in occasione di una scampagnata avreste
potuto assaggiare, per esempio, della carne secca, mentre al posto delle
merendine vi avrebbero dato fichi, uva, datteri o melagrane. Come condimenti
venivano usati olio, sesamo e miele per i dolci. E da bere? Birra e vino.
La birra era una bevanda molto diffusa in tutta l'Asia Minore e in Egitto,
terre in cui orzo e grano venivano coltivati in abbondanza; questa veniva
consumata quotidianamente come dissetante e, in certi casi, anche come
ricostituente. Il vino era di buona qualità e veniva consumato in tutto
il Mediterraneo Orientale.
Tra
il VII e il IV secolo a.C.
Etruschi
Se in questo viaggio nel tempo vi fermate nell'Italia
centrale tra il VII e il IV secolo avanti Cristo, conoscerete le abitudini
alimentari degli etruschi. A pranzo, tanto per cominciare, vi offrirebbero
una bella farinata di cereali, un piatto tradizionale, e insieme a questa
anche farro, orzo, fave, piselli, fichi, frutti selvatici, latte e formaggio
di capra. La carne più usata era quella di maiale, ma venivano arrostiti
anche cervi, lepri e qualche orso. Se deciderete di fermarvi in qualche
città della costa potrete fare una scorpacciata di pesce: piccoli tonni,
pesci spada e razze. Nelle lagune di Maccarese e di Orbetello non mancavano
le anguille e i capitoni, le spigole e le orate. Ma questi sono piatti
per i ricconi! Se invece volete assaggiare il menù di una famiglia del
popolo, eccovi accontentati: pane e olive, polenta e verdure cotte o crude,
pesci in salamoia, frattaglie, conserve sotto aceto e castagne. Il vino
era la bevanda preferita anche se spesso veniva annacquato e poi c'era
un'altra bevanda molto rinfrescante, fatta con latte fermentato.
Tra il III secolo a.C. e il
X secolo d.C.
Romani
Tra i romani primitivi i vostri pasti sarebbero
stati frugali, me se volete fare una sosta nelle epoche successive, e
in particolare in quella imperiale, vedrete che cambiamento! I romani
avevano per la buona tavola un amore che non risparmiava cure e non badava
a spese. Anche per loro il pane era alla base dei pasti, però il suo uso
si diffuse solo verso il II secolo avanti Cristo. Prima si mangiava una
specie di pappa di farro e grano, detta puls. Questa veniva consumata
con legumi come fave, lenticchie e ceci, oppure con la carne allo spiedo.
Tra i romani, oltre alle solite carni come bue, agnello e vitello, avreste
assaggiato anche quella di asino, di ghiro, di cinghiale, di fagiano e
di pavone. Nelle villae si allevavano i pesci, la selvaggina e gli uccelli
che venivano poi cucinati con maestria dai cuochi. Ma non illudetevi,
quasi sicuramente tutti questi cibi non vi piacerebbero: i funghi venivano
cucinati col miele; i piccioni con datteri, pepe, miele, aceto, vino,
olio e senape; e le pesche venivano preparate come noi facciamo le anguille
marinate. Si trattava di una cucina in cui venivano mescolati sapori pungenti
e sapori dolciastri: nelle stesse pietanze, accanto all'aceto e alla menta,
si usavano il miele, il mosto cotto e la frutta ridotta a purè. Anche
qui il vino era la bevanda preferita, e si beveva caldo anche nei bar,
che, a giudicare da Pompei, erano diffusi come ai giorni nostri.
Tra l'XI al XV secolo d.C.
Siamo giunti alle invasioni barbariche, e ora c'è
poco da scegliere: grandi quantità di selvaggina cotta allo spiedo e un
vino molto forte. In questo periodo, avendo la fortuna di partecipare
a un banchetto, capireste che i cibi non venivano presentati con un ordine
prestabilito ed erano cucinati piuttosto grossolanamente. Se vi piacciono
le salse forti qui avreste trovato pane per i vostri denti, infatti nel
medio evo si faceva un uso massiccio di spezie, sia nei cibi che nelle
bevande. E poi vi capiterà di assaggiare i cigni e le gru. Formaggi, verdure
e frutta completavano i banchetti. Ma se, per sfortuna, in questo viaggio
nel tempo vi trovaste a far parte dei poveri, molto probabilmente sareste
denutriti e correreste anche il rischio di morire di fame. Invitati da
una famiglia né ricca né povera mangerete verdure, frutta e uova sode.
Comunque alla base dell'alimentazione medioevale c'era sempre il pane
e tra le bevande quella che andava per la maggiore era la birra, poi il
vino e il sidro. 1400 Se avete voglia di curiosare anche nel 1400, vedrete
che nella seconda metà di questo secolo la successione delle portate diventa
più curata e durante i pranzi si passa da piatti leggeri a piatti più
sostanziosi, per finire con frutta e dolci.
Dal 1500 al 1600
Ma la vera arte nella preparazione dei cibi inizia
nel 1500. Con la scoperta dei nuovi continenti arrivano le patate, il
riso, il mais, gli asparagi, gli spinaci, e finalmente potete farvi quell'insalata
di pomodori che sino ad ora vi era impossibile da preparare. Tra il XVI
e il XVII secolo, il mais diventa alimento di base dei contadini, soprattutto
nell'Italia settentrionale, e sì, l'avete riconosciuta, è proprio la polenta.
Francia Ora facciamo un salto in Francia. Qui nel XVII secolo i re cominciano
ad occuparsi personalmente di cucina e se abbiamo i liquori dobbiamo ringraziare
Luigi XIV. Luigi infatti amava molto le "bevande cordiali", che altro
non erano se non alcol, zucchero e aromi. Al regno di Luigi XV risalgono
il consommé e la fricassea di pollo e di piccione, e poi alcune salse
che usiamo ancora oggi: la besciamella, che sicuramente avrete assaggiato
con le lasagne al forno, e la maionese, ottima con le patatine fritte.
Il caffè, il tè e, finalmente, la cioccolata chiudevano i pranzi più importanti.
1700
Se per disgrazia vi fosse capitato di vivere durante
la grande carestia del 1769, sapete cosa vi avrebbe salvato dalla fame?
Le patate! Queste venivano coltivate già da molti anni in Germania, ma
furono introdotte in Francia solo sotto Luigi XVI. Nel XVIII il pranzo
diventa un'occasione per riunirsi e a Parigi viene aperta la prima trattoria.
L'arte della conservazione dei cibi fa enormi progressi ed ora è possibile
avere marmellate, formaggi di molte qualità, salumi e salsicce. Ma la
notizia più importante è un'altra: nasce l'arte dolciaria! Torte, pasticcini
e meringhe fanno il loro ingresso trionfale nei pranzi importanti.
1800
Con il XIX secolo in seguito alle scoperte scientifiche
applicate all'industria e all'agricoltura l'alimentazione cambia profondamente.
All'inizio dell'ottocento viene impiantata in Francia la prima industria
di lavorazione della barbabietola: grazie a questo ora diventa normale
avere lo zucchero in tavola. Le teorie di Pasteur sulla fermentazione
permettono progressi in campo enologico e caseario, quindi migliora la
qualità dei vini e dei formaggi. L'abitudine del pranzo come occasione
di riunione e festa si diffonde in tutte le classi sociali e le mamme
diventano le regine della cucina.
Dal 1900 ai giorni nostri
Ora dovete fare un grandissimo sforzo: immaginate
di essere ai giorni nostri! Oggi i nostri pasti si vanno sempre più semplificando,
sempre più spesso il pranzo è uno spuntino, si può scegliere tra hamburger,
pizzette o panini al bar. I pranzi importanti, quelli con tante portate
e piatti raffinati, sono ormai riservati alle occasioni particolari, e
anche per questo diventa una festa incontrare i cugini e gli zii a Natale
o a Pasqua.
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