Quali alternative?

L'agricoltura biologica produce alimenti, sia di origine animale che vegetale, privi di residui tossici e perfettamenti integri nel loro valore nutritivo.
La fertilità del terreno viene salvaguardata mediante l'utilizzo di concimi organici, la pratica delle rotazioni colturali e lavorazioni attente alla struttura del suolo.
La lotta ai parassiti delle piante è consentita solamente con preparati vegetali, minerali e animali non tossici e con l'utilizzo di insetti predatori e parassiti.
Gli animali vengono allevati con tecniche che rispettano il loro benessere e nutriti con prodotti vegetali ottenuti secondo i principi dell'agricoltura biologica.
Sono evitate tecniche di forzatura della crescita e metodi industriali di gestione dell'allevamento, mentre per le cure delle eventuali malattie si utilizza una medicina veterinaria basata principalmente sull'uso di prodotti naturali.
Il risultato è un'agricoltura rispettosa dell'ambiente che salvaguarda in natura e sulla nostra tavola la ricchezza e la varietà dei sapori.


Ma l'agricoltura biologica può essere un'alternativa alla chimica e alle biotecnologie, per garantire la produzione di cibo per tutta l'umanità? Rispondiamo con un'altra domanda: "Se i cibi transgenici mirano a sfamare i poveri del mondo, come mai piacciono tanto ai governi dei paesi dove si mangia cinque volte al giorno e scatenano proteste senza fine nei paesi dove si muore di fame?"

Infatti, anche se l'ingegneria genetica fosse in grado di mantenere le sue promesse di alte rese e raccolti resistenti, invece di ridurre la fame nel mondo potrebbe accrescerla, portando gli agricoltori ad essere sempre meno autonomi e sempre più dipendenti dalle grandi multinazionali.
Per quanto la popolazione mondiale stia aumentando, secondo i dati del Programma Mondiale sul Cibo delle Nazioni Unite, essa è in grado di produrre il cibo per tutti. È l'iniqua distribuzione che mantiene affamate le persone.
Promuovere coltivazioni che valorizzano la biodiversità e rispettano l'ambiente potrebbe essere invece di beneficio per l'ambiente e per i paesi in via di sviluppo che vedrebbero incoraggiata la propria economia, senza dipendere dalle multinazionali e dai paesi ricchi.