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Prodotto: formaggio semiduro a pasta filata, salata in
salamoia.
Materia prima: latte vaccino da razze miste.
Lavorazione: il latte va portato a circa 36-38 gradi
e addizionato di caglio in pasta di vitello o di capretto.
Dopo la coagulazione la cagliata viene spezzettata in grani
delle dimensioni di una nocciola e lasciata riposare sotto
siero per un periodo che va dalle 4 alle 10 ore, variabili
in relazione all'acidità del latte, alla temperatura
e alla quantità di formaggio prodotta. La maturazione
è completata quando la pasta può essere filata.
Salatura e stagionatura: le forme vengono immerse prima
in acqua fredda e poi tenute in salamoia per un periodo non
inferiore alle 6 ore. Quindi vengono legate a coppie e appese
a cavallo di un bastone in un ambiente areato e fresco, dove
maturano in un periodo che va da un minimo di 15 giorni a
qualche mese.
Prodotto finito: forme ovali o tronco-coniche di 1-2,5
kg con testina o senza, a seconda delle tradizioni locali;
crosta dura, liscia, sottile e lucida, di colore bianco avorio
con presenza di rientranze dipendenti dai legacci; pasta omogenea,
compatta con lievissima occhiatura, di colore bianco o giallo
paglierino; friabile, scagliosa, di un colore giallo oro se
stagionata; sapore dolce burroso alla media stagionatura,
pronunciatamente piccante a stagionatura avanzata se si è
fatto uso di caglio di capretto.
Periodo di produzione: tutto l'anno.
Zona di produzione: in tutta la Regione; particolarmente
pregiato quello fatto nella Piana di Sibari, nella Pre-Sila
e nella Sila.
Varie: la denominazione Silano deriva dalle antiche
origini del prodotto legate all'altopiano della Sila.
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